Su WhatsApp l’accesso a DigiLocker: il Governo e Meta disegnano il nuovo presente indiano

WhatsApp

WhatsApp potrebbe presto diventare una App necessaria per accedere ad innumerevoli attività quotidiane. Sì, proprio la App di messaggistica di Mark Zuckerberg, che tra una pandemia, una guerra e un inatteso futuro continua a trovare soluzioni per esigenze quotidiane.

Noi italiani potremmo forse sgranare gli occhi davanti ad una notizia simile. Sorrido pensando alla App Immuni. Mi viene da piangere pensando a quanto sia spesso inaccessibile (nonostante tutto) la tecnologia e la comunicazione tra database di diversi Enti e quanto sia complicato accedere agevolmente ai dati.

Dall’altra parte del mondo si cerca di agevolare ogni tipo di burocrazia. Sicuramente si potrebbe aprire un dibattito sulla privacy ed un altrettanto controversa necessità di avere sempre lo smartphone in tasca. 

Nelle ultime settimane anche qui a Bologna per gettare la spazzatura c’è bisogno di una App per i nuovi residenti, che non sempre funziona, ma ci stanno provando.

Il Governo Indiano sceglie WhatsApp

Il Ministero indiano dell’elettronica e della tecnologia dell’informazione ha annunciato via Twitter che i cittadini indiani potranno ora accedere a vari documenti ufficiali tramite WhatsApp.

(Fingerò di non aver letto i commenti in cui molti dicono che non funziona e andrò avanti con la scrittura dell’articolo)

digilocker

Integrandosi con l’iniziativa di documentazione digitale Digilocker, il programma renderà WhatsApp un connettore ancora più importante. Attraverso un chatbot su WhatsApp gli utenti potranno creare e autenticare il proprio account DigiLocker per scaricare documenti come carta PAN, patente di guida e documenti di polizza assicurativa, utilizzando direttamente l’app di messaggistica istantanea. Basterà inviare un messaggio con “Hi” o “Namaste” al numero indicato dal Governo indiano.

Utilizzo di WhatsApp nel mondo

WhatsApp secondo l’ultimo Digital 2022 April Global Statshot è al primo posto tra le App utilizzate da uomini e donne che hanno accesso ad internet (circa 5 miliardi su 8 miliardi di persone). La mia mente non riesce ad immaginare la mole di dati e la vostra?

WhatsApp è attualmente la piattaforma di messaggistica più popolare in India, con oltre 487 milioni di utenti. E mentre la trasformazione digitale dell’India continua a prendere forma, sempre più persone stanno diventando dipendenti da WhatsApp. Meta sta cercando anche di fornire opzioni per il pagamento delle bollette, il cambio di denaro, lo shopping e altro ancora.

WhatsApp e WeChat

Meta sta tentando di replicare il modo in cui le app di messaggistica vengono utilizzate in Cina, dove WeChat è diventato uno strumento essenziale per molte attività quotidiane.

Infatti durante l’epidemia di COVID, l’importanza di WeChat è stata sottolineata ancora una volta: i cittadini cinesi potevano mostrare il proprio stato di salute tramite WeChat o Alipay per prendere i mezzi pubblici o recarsi in determinate aree. 

Gli utenti cinesi utilizzano regolarmente la propria identità digitale, tramite WeChat, per transazioni quotidiane come acquisti, trasporti, pagamenti di utenze, operazioni bancarie, ecc. WeChat è una parte indispensabile della loro vita quotidiana. 

(Eviterò di parlare di censura su WeChat perché quella è un’altra storia)

Meta ha provato, in varie fasi, a replicare l’utilità di WeChat con gli utenti occidentali in vari mercati, ad oggi con scarso successo. In India l’adozione dei social media è ancora in evoluzione e c’è spazio per rendere la messaggistica un elemento essenziale per gli 1,4 miliardi di cittadini della nazione.

È questo il futuro che ci aspetta?

Personalmente la questione mi fa molto riflettere.

Vivo in Italia e posso solo confrontarmi con la quotidianità che conosco. Il Green Pass è stato il primo esempio di quanto sia stato necessario avere sempre lo smartphone con la batteria abbastanza carica per svolgere azioni quotidiane. Certo, era possibile anche utilizzarne una versione cartacea ma credo che in pochi l’abbiano fatto.

È stato stressante.

Mi sono chiesta più volte se non fosse stato più semplice utilizzare la tessera sanitaria (già in possesso di tutti), collegandola semplicemente ad un database, codice fiscale univoco e tutte le informazioni utili per il controllo. 

Invece no.

L’accesso alla App IO non è stato semplice soprattutto per gli anziani, lo SPID, l’identità digitale, la richiesta alle Poste, le file, la paura del Covid.

Poi penso alla popolazione cinese e a quella indiana e penso simbolo dell’infinito: come fai a controllare così tante persone senza perdere tempo? WeChat e WhatsApp, ce l’hanno tutti, si fa presto!

I più teneri potranno dirmi “ma non è per il controllo, è per velocizzare” Sì, potenzialmente vero.

Ma nel mio Stivale si fa fatica anche a prenotare una visita medica in alcune zone.

E guardare la Cina e l’India è accendere un faro sul futuro. Non posso non chiedermi se accadrà anche qui ma soprattutto se ci sarà una gestione che tenga conto (e rispetto) della popolazione, della realtà di alcune zone, delle lunghe file e della tecnologia che nonostante le infinite potenzialità è ancora piena di nodi, intoppi e bloccata da… da ancora non ho capito cosa. No, non siamo pronti.

Mi auguro solo che non arrivi come una veloce doccia fredda, semplice per chi vive in zone civilizzate al 100% (sì, si tratta di questo) e rallentando ulteriormente l’evoluzione in altre zone.